Economia

Investire su Spotify conviene?

Spotify è, senza alcun dubbio, una delle piattaforme di streaming di maggior successo al mondo, e su cui conviene particolarmente investire se si vuole realizzare un movimento di mercato valido e a lungo termine. Per capire questi due concetti nel dettaglio c’è bisogno di andare oltre la naturale logica di Spotify come semplice piattaforma per ascoltare musica, per cercare di comprendere tutte le dinamiche che portano la piattaforma stessa ad avere successo, in un contesto in cui il concetto di proprietà – anche artistica – tende a scemare sempre più, dando modo a quello di on demand di affermarsi esponenzialmente. Alla luce di ciò, di seguito sono elencati tutti i motivi che portano a considerare la scelta di investire su Spotify come particolarmente positiva e conveniente per ogni investitore, guardando anche alle tendenze di mercato stabilite da www.investireinborsa.me.

Com’è cambiato il modo di ascoltare musica negli anni

Gli amanti della musica lo sanno e questo discorso per loro non è assolutamente inedito: il mondo della musica è cambiato tanto e con esso anche le logiche di mercato di sono naturalmente adattate. Vinili, cassette, CD, poi ancora vinili, streaming e download di canzoni e interi album. Tutte queste forme di ascolto si sono ripetutamente succedute e interscambiate tra loro, dando vita a forme di mercato differenti per adattarsi alle esigenze.

Se negli anni ’90 pubblicare un album voleva dire affermarsi attraverso un’etichetta forte e che potesse garantire grandi introiti, nell’età contemporanea tutto passa attraverso la promozione sui social e sulle varie piattaforme di streaming, che permettono di rendere valido e celebre il proprio nome e ascoltata la propria musica. In termini semplici, adattarsi ai mercati vuol dire investire sugli stessi: investire su Spotify, dunque, conviene?

Perché investire su Spotify conviene

Alla luce di quanto detto precedentemente, si può senza dubbio affermare che investire su Spotify conviene, contrariamente a quanto indicato da tendenze di mercato piuttosto superficiali e non condotte nel dettaglio, che non tengono conto di quanto il fenomeno dell’on demand sia forte e che non canalizzano la potenza di Spotify, che passa sì attraverso il fenomeno degli abbonamenti e delle pubblicità da cui ricavare introiti, ma anche attraverso un grosso potere contrattuale che permette di ampliare continuamente i contenuti della piattaforma stessa.

Basti citare qualche dato a supporto di queste tesi, per dimostrare che il mondo delle piattaforme in streaming sta crescendo e che quello di Spotify si afferma ormai come una realtà forte e di cui è difficilissimo fare a meno anche nel quotidiano.

Nello specifico, sono due i trend che vanno sottolineati per capire se l’investimento possa essere conveniente: quello relativo allo streaming musicale e quello che riguarda, invece, i download della stessa musica, che vedono due tendenze diametralmente opposte tra di loro. Lo streaming musicale è nettamente in aumento, e gli investitori prevedono che gli attuali 10 miliardi di introiti possano aumentare fino a raggiungere quota 12,3 nel 2023. La seconda tendenza, invece, vede una diminuzione degli streaming prevista per lo stesso anno (da 2 miliardi a 1,3) a dimostrazione del concetto di on demand come forte e in ascesa.

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